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La gestione del patrimonio dopo la morte: come funzionano successione e testamento

Gestire la distribuzione del patrimonio e attuare le volontà testamentarie sono temi complessi, ma fondamentali, per garantire che i beni del defunto vengano ripartiti nel modo migliore. Infatti, un testamento ben redatto non solo tutela i desideri del de cuius, ma consente di prevenire conflitti familiari e future questioni legali. In questo articolo analizzeremo in cosa consiste la successione e capiremo perché è importante redigere un testamento.

Cos’è la successione e come funziona?

Si parla di successione a causa di morte (o mortis causa) quando, con il decesso di una persona, i suoi beni, diritti e obblighi vengono trasferiti agli eredi. Affrontare una successione richiede estrema attenzione ai dettagli: partiamo quindi con il delineare cosa ricade nella successione e cosa no. 

Tra gli elementi che ricadono nella successione citiamo:

  • beni mobili e immobili;
  • conti bancari, depositi, strumenti finanziari (azioni, obbligazioni ecc.);
  • diritti reali su beni altrui (usufrutto, uso, servitù…);
  • obbligazioni patrimoniali (debiti, mutui ecc.); 
  • diritti di credito; 
  • partecipazioni in società (se lo statuto non prevede diversamente); 
  • diritti d’autore e proprietà intellettuale (se non limitati in modo espresso).

Tra le categorie di beni e diritti che invece non ricadono nella successione citiamo: 

  • pensioni di invalidità;
  • assegni di mantenimento, alimenti (obbligazioni personali che cessano con la morte dell’obbligato o del beneficiario);
  • TFR (i beneficiari sono stabiliti nell’art. 2122 C.C.);  
  • polizze vita (l’importo viene destinato al beneficiario indicato dal defunto); 
  • beni donati o ceduti in vita (ai donatori o cessionari può essere chiesta una compensazione).

Prima del vero e proprio trasferimento dei beni agli eredi, è necessario seguire una serie di passaggi formali e legali. Passiamoli in rassegna insieme. 

Come affrontare la successione

  1. Raccolta dei documenti: per iniziare è necessario raccogliere tutta la documentazione rilevante, tra cui il testamento, se presente, i titoli di proprietà, eventuali contratti di donazione e gli atti relativi ai beni (come polizze assicurative, conti bancari ecc.). Se il defunto non ha lasciato un testamento, la successione avverrà secondo le disposizioni della legge che, come vedremo a breve, stabilisce gli eredi legittimi. Citando l’articolo 456 del C.C: “l’apertura della successione avviene al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto” (art. 456 C.C.);
  2. la chiamata all’eredità: in questa fase viene individuato a chi spetta il patrimonio e in quale misura. Il cosiddetto “chiamato” è la persona indicata come erede nel testamento o un congiunto prossimo che acquisisce la possibilità di ereditare;
  3. accettazione o rinuncia: il chiamato può accettare l’eredità e quindi diventare erede o rinunciare (ad esempio, quando la maggior parte dell’eredità è costituita da debiti). Tra le modalità di accettazione dell’eredità, quella con beneficio d’inventario consente di mantenere separato il patrimonio del defunto da quello dell’erede. In pratica, l’erede sarà responsabile dei debiti ereditari solo nei limiti di quanto ricevuto (art.484 C.C);
  4. inventario: una volta identificati l’erede (o gli eredi), viene stilata una valutazione dei beni lasciati in eredità. Questo passaggio è fondamentale per determinare il valore complessivo dell’eredità e per calcolare le imposte dovute;
  5. dichiarazione di successione:  eredi, chiamati all’eredità e legatari devono presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che di solito, coincide con la data di decesso del contribuente (fonte: Agenzia delle Entrate). È un atto necessario per ufficializzare il trasferimento dei beni e per calcolare le imposte sulle successioni, che variano in base al grado di parentela e al valore dell’eredità. Tale dichiarazione può essere presentata in autonomia o tramite geometra, commercialista, avvocato o notaio;
  6. imposte di successione: queste tasse si applicano in base al valore dell’eredità e al grado di parentela tra il defunto e gli eredi. Ad esempio, coniugi e figli beneficiano di aliquote più basse rispetto a parenti lontani o estranei. Sono previste anche delle franchigie, che esonerano dall’imposta parte del valore dell’eredità;
  7. divisione dell’eredità: una volta rispettati gli obblighi fiscali, gli eredi possono procedere alla divisione dei beni. Se il testamento è accurato e non ci sono conflitti tra gli eredi, la divisione avverrà in base alle disposizioni testamentarie. In caso di mancanza di testamento, gli eredi divideranno i beni in base alla legge. In presenza di disaccordi tra gli eredi, può essere necessario ricorrere alla mediazione o all’intervento del tribunale per risolvere la questione;
  8. registrazione dei beni: tutti i beni trasferiti agli eredi devono essere regolarmente registrati, come nel caso di immobili, che dovranno essere trascritti nei registri immobiliari per far valere il trasferimento di proprietà.

Ma quali modalità e tipi di successione esistono in Italia?

Le modalità di successione 

    In Italia il trasferimento dell’eredità avviene in due modi: 

    • successione a titolo universale: quando l’erede subentra nella totalità (o in una quota) dei rapporti patrimoniali del defunto, inclusi eventuali debiti. In questo caso, l’eredità si acquisisce attraverso un atto formale di accettazione, che sancisce il passaggio dei beni;
    • successione a titolo particolare: quando il beneficiario (definito legatario) riceve solo una parte dei beni senza ereditare eventuali obblighi o debiti. Questi ultimi rimangono a carico degli eredi, in proporzione alle rispettive quote, salvo che il testatore non abbia previsto una prestazione anche per il legatario, limitata al valore del bene ricevuto. In questo caso, il legato (cioè l’atto con cui il testatore destina uno specifico bene a una persona) è automatico e non richiede un’ulteriore accettazione. 

    In generale, una volta accettata l’eredità, questa retroagisce al momento dell’apertura della successione e non è più possibile rinunciarvi (salvo in presenza di specifici casi limite). Ma come può essere trasferita l’eredità?

    Le tipologie di successione in Italia

    Come stabilito dall’articolo 457 del Codice Civile. “l’eredità si devolve per legge (art. 565) o per testamento (art. 587)”. 

    Successione legittima

    La successione legittima è regolata nel titolo II del Libro Secondo. In particolare, l’art. 565 stabilisce le categorie dei soggetti successibili, cioè le persone che possiedono i parametri giuridici per subentrare nei rapporti attivi e passivi del defunto in assenza di testamento. In questo caso, il patrimonio viene distribuito secondo un preciso ordine di assegnazione basato sui gradi di parentela, e cioè: 

    • coniuge e discendenti > il coniuge superstite e i figli del defunto sono i primi chiamati all’eredità. La quota destinata al coniuge varia a seconda del numero di figli: metà dell’eredità se c’è un solo figlio, un terzo se i figli sono due e così via. 
    • coniuge e ascendenti > in assenza di discendenti, il coniuge condivide l’eredità con eventuali genitori o nonni del defunto (gli ascendenti). In questo caso, al coniuge spetta una quota che varia in base al numero degli ascendenti. 
    • coniuge, ascendenti e collaterali > in assenza di discendenti, il coniuge condivide l’eredità con gli ascendenti ed eventuali fratelli/sorelle e zii del defunto (i collaterali).

    La successione legittima riserva inoltre a questi soggetti:

    • eventuali beni non disciplinati dal testamento; 
    • una parte di eredità di cui non possono essere privati neanche in presenza delle volontà del testatore.

    In assenza di soggetti successidibili, il patrimonio passa allo Stato e, come recita l’articolo art. 586, “l’ acquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo di rinunzia. Lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquisiti”.

    Successione testamentaria

    L’articolo 587 del Codice Civile recita: “Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse. Le disposizioni di carattere non patrimoniale, che la legge consente siano contenute in un testamento, hanno efficacia, se contenute in un atto che ha la forma del testamento, anche se manchino disposizioni di carattere patrimoniale.”

    Grazie a questo strumento, il defunto esprime le proprie volontà ovvero indica gli eredi (chi subentra nell’intero patrimonio o in una sua quota) o i legatari (chi ottiene solo alcuni beni).

    Possono redigere testamento tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge, inclusi minori non emancipati o persone interdette per infermità mentale. Merita ricordare che esistono diverse forme di testamento, tra cui:

    • testamento olografo (art. 602 C.C.): scritto a mano dal testatore, datato e firmato;
    • testamento pubblico (art. 603 C.C.): redatto con l’assistenza di un notaio e di testimoni;
    • testamento segreto (art. 604 C.C.): consegnato al notaio in busta chiusa.

    Se volete saperne di più di queste tre forme di testamento, vi rimandiamo all’articolo dedicato ai tipi di testamento. Adesso invece ci soffermiamo sull’importanza di questo documento. 

    Perché è importante redigere un testamento?

    Redigere un testamento significa fare una scelta consapevole. Può rivelarsi una decisione di grande valore soprattutto nelle famiglie numerose o con legami complessi, dove l’assenza di disposizioni chiare potrebbe creare incertezze e frizioni. Senza un testamento, come abbiamo visto, l’eredità viene suddivisa secondo la legge, con il rischio che alcuni familiari ricevano meno di quanto desiderato. Grazie al testamento possiamo: 

    • decidere liberamente la destinazione dei beni;
    • proteggere gli interessi di chi resta; 
    • evitare lungaggini burocratiche e contenziosi tra gli eredi;
    • tutelare le persone più vulnerabili (ad esempio, figli minori o con disabilità);
    • nominare un esecutore testamentario affinché vigili sull’esecuzione delle volontà e gestisca la successione nel modo migliore.

    Mettere nero su bianco le proprie volontà significa garantire ai propri cari la giusta tutela e stabilire con chiarezza come gestire l’eredità affinché nessuno rimanga senza il supporto necessario. Un gesto di responsabilità e cura che dona serenità a chi rimane. Ma le considerazioni da fare non finiscono qui. 

    Gestione dei debiti 

    Quando pensiamo a un testamento, spesso ci concentriamo sulla distribuzione dei beni, trascurando l’aspetto dei debiti. Dato che la morte non annulla le obbligazioni finanziarie, anche i debiti vengono trasferiti a chi resta. Tuttavia, come stabilito dalla legge, gli eredi sono responsabili solo fino al valore ereditato, senza rischiare il proprio patrimonio personale. 

    Un testamento può dunque contenere indicazioni su come gestire i debiti. Può specificare, ad esempio, quali beni devono essere venduti per estinguere le obbligazioni o l’ordine da seguire per saldarli. In questo modo, gli eredi possono agire con maggiore consapevolezza, evitare confusioni e assicurare una gestione più serena del patrimonio.

    L’importanza di un supporto legale nella redazione del testamento

    Redigere un testamento può sembrare un compito lineare e immediato, ma in realtà richiede molta attenzione. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un avvocato o un notaio, professionisti in grado di assicurare che il documento sia conforme alle leggi vigenti, valido e privo di errori che potrebbero metterlo a rischio di impugnazione. Questo approccio garantisce maggiore tranquillità, sia a chi scrive il testamento, sia a chi sarà chiamato a gestirlo.

    Un testamento ben redatto è dunque un atto di amore e responsabilità che dona serenità ai propri cari, alleggerendo il peso di decisioni delicate in un momento già difficile e prevenendo conflitti. 

    Come sempre, siamo a vostra disposizione per maggiori informazioni sul tema.

    Disclaimer

    Questo articolo ha esclusivo scopo informativo e divulgativo, pertanto non intende sostituire il parere di un legale. Le normative possono variare nel tempo: consigliamo di verificare sempre le informazioni presso fonti ufficiali o di consultare un professionista qualificato per ricevere indicazioni aggiornate e specifiche al proprio caso.

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